Come è Nata l'Idea
L'idea di Fragilità è nata quasi per gioco, per provare a vedere se fossimo davvero capaci di girare un film. Ho scritto la sceneggiatura man mano nel corso del 2024, immaginandola e costruendola scena per scena. È stata sia immaginata sia sognata: un vero e proprio pensiero fisso, con l'unico obiettivo di fare un film.
Nel 2024 ho coinvolto le persone con cui volevo condividere questa visione: ci siamo trovati al bar una sera con Alex, Andrea, Lorenzo e Luca, ho spiegato la mia idea e abbiamo deciso di partire. Mancava solo iniziare. Ad agosto abbiamo dato il via alle riprese. Il primo giorno, però, l'attore principale non si è presentato; così abbiamo chiesto a un nostro amico, Andrea, che poi si è rivelato perfetto nei panni del protagonista. Con la nuova coppia di attori, Amine e Andrea, siamo partiti. Da lì in poi abbiamo girato le scene nei ritagli di tempo libero, dopo il lavoro e nei weekend, utilizzando l'attrezzatura che avevamo già a disposizione.
Un Aneddoto dal Set
Un aneddoto particolare riguarda la scena serale, quella con le luci blu, che è stata completamente improvvisata. Sentivamo che mancava qualcosa che allungasse e distendesse la storia in quel punto preciso, quindi abbiamo iniziato a girare tutto ciò che ci veniva in mente.
Per il montaggio sono serviti mesi: il computer che usavo era troppo vecchio e non reggeva tutti i tagli che facevamo, tanto che alla fine ne ho dovuto comprare uno nuovo. Inoltre, insieme ad Alex abbiamo dovuto sistemare tutto l'audio per ripulirlo dal rumore del ventilatore rimasto acceso durante le riprese.
Le Scelte Visive
L'estetica del film nasce direttamente da questo processo spontaneo e viscerale: cercavamo un'immagine che restituisse la verità di quel pensiero fisso, trasformando i limiti tecnici e l'attrezzatura a disposizione in un linguaggio visivo crudo, autentico e privo di filtri.
— Alberto Liviero